Squilla…la borsa

Sono passati quasi 150 anni dall’invenzione del primo telettrofono ad opera del fiorentino Antonio Meucci, nel lontano 1871. Da allora il mondo delle comunicazioni ha conosciuto una lunga storia di trasformazioni ed evoluzioni, passando attraverso il classico telefono fisso, i primi cellulari, i moderni smartphone, pc ed internet.

Ma lui, il telefono, resta comunque il simbolo della comunicazione per antonomasia, ingegnosa scoperta italiana e di conseguenza mondiale.

Chi l’ha detto però che il telefono e, in particolare il suo modello tradizionale anni ‘5o con rotella, debba essere gettato perchè ormai vecchio o relegato in un armadio o usato solo per ricevere o fare chiamate?

Un’esempio originale di questo tipo di riuso ce lo offre il brand La Tilde, nato nel 2009 ad Alba, nel cuore delle Langhe, ispirato alla cultura del “non buttare via niente, perché tutto può servire”. Così oggetti dimenticati, trovati nei mercati e sui banchi di brocantage di tutta Europa, vintage o addirittura antichi, vengono usati per creare accessori eleganti, chic e moderni.

Questo è il progetto realizzato da tre amiche Laura e Daniela Garello e Mari Barroero, che hanno creato le phone bags riutilizzando telefoni a disco vecchi e cornette, uniti a pelle e pregiati tessuto d’arredamento, broccati con stampe e colori diversi in mostra anche all’ultima edizione del Pitti Uomo.

Queste borse si possono trovare nella variante shopper, clutch ma ancor più nella classica forma Doctor bag.

Particolari, insolite, pregiate, le borse La Tilde mixano con perizia l’anima vintage di un telefono con la modernità di un accessorio di moda.

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